Be The Bee Body Be Boom

Ciò che Sara Munari testimonia sono i momenti fugaci che si materializzano inizialmente nella sua mente e poi nelle fotografie che cerca per strada. Non desidera documentare; l’obiettività e le prospettive convenzionali non la riguardano. Forse vi è una certa avversione nei confronti della realtà per come si prospetta e così, la sua ricerca, si nutre di prove tangibili per convalidare una percezione, attraverso cui filtrare il dato reale. È un dialogo interno, un’esplorazione solitaria. Un incontro con individui la cui esistenza incarna il suo concetto di transitorietà, forse non incantevole, ma piuttosto ambiguo e profondo, simile a uno sguardo negato. Spesso si ignora la presenza di qualcosa di straordinario che prospera nell’immaginario umano. Gli elementi si insinuano da regni alternativi, lasciando l’autrice con improvvise intuizioni, accolte con creatività. Si aspetta costantemente che queste rivelazioni la déstino perché, per la fotografa, la realtà è meno significativa dell’immaginazione: è troppo fissa, troppo conclusiva. È un contrappunto, un mormorio di fondo con cui si crea un contatto. In “Be the bee body be boom, East-West” l’autrice si diverte a lasciarsi dietro deboli tracce, a catturare l’essenza fugace della vita e della morte, cogliendo il suo personale significato della fotografia.

What Sara Munari testifies are the fleeting moments that initially materialize in her mind and then in the photographs she seeks on the streets. She doesn’t aim to document; objectivity and conventional perspectives are not her concern. Perhaps there is a certain aversion towards reality as it appears, and thus, her research feeds on tangible evidence to validate a perception through which to filter the real data. It’s an internal dialogue, a solitary exploration. An encounter with individuals whose existence embodies her concept of transience, perhaps not enchanting, but rather ambiguous and profound, similar to a denied glance. Often, the presence of something extraordinary thriving in the human imagination is ignored. Elements seep in from alternative realms, leaving the author with sudden insights, embraced with creativity. She constantly awaits these revelations to awaken her because, for the photographer, reality is less significant than imagination: it’s too fixed, too conclusive. It’s a counterpoint, a background murmur with which contact is made. In “Be the bee body be boom, East-West”, the author enjoys leaving behind faint traces, capturing the fleeting essence of life and death, seizing her personal significance of photography.

Lungomare Kennedy - Otranto

EDIZIONE 2024

Sara Munari

Sara Munari, milanese di nascita, sviluppa storie visuali attraverso la contaminazione di più media. Fotografa e docente di Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Santa Giulia a Brescia, con i suoi lavori ha vinto molteplici premi, nazionali e internazionali, e ha all’attivo numerose pubblicazioni di teoria della fotografia e libri d’arte. Nel 2019, ha aperto il centro Musa Fotografia a Monza.

Sara Munari, a native of Milan, develops visual stories through the fusion of multiple media. A photographer and photography lecturer at the Academy of Fine Arts of Santa Giulia in Brescia, she has won numerous national and international awards for her work and has authored numerous publications on photography theory and art books. In 2019, she opened the Musa Fotografia center in Monza.

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