Gli Ultimi Contadini
Il progetto inedito di Lorenzo Cicconi Massi dal titolo: “Gli ultimi contadini” prende spunto dal territorio dentro cui Lorenzo si muove, quello marchigiano, ma ha la prospettiva di diventare un lavoro più ampio, capace di registrare l’ultima resilienza territoriale che lega una tradizione ed una memoria attualmente coinvolta in un forte cambiamento epocale: quella che si ritrova nel rapporto tra l’uomo e il territorio rurale. Quando queste ultime figure di coltivatori spariranno, i metodi e gli strumenti di coltivazione tramandati da generazioni non esisteranno più e cambierà in modo sostanziale la visione del paesaggio rurale e agricolo attorno a noi, nonché dei soggetti coinvolti. Una simbiosi Uomo/Paesaggio che l’autore cerca di registrare nell’ultimo esile soffio della sua esistenza, prima della definitiva scomparsa dai nostri panorami, antropologici e ambientali. Il valore aggiunto dei ritratti che ritroviamo nel bianco e nero poetico di Lorenzo Cicconi Massi fa trattenere il nostro sguardo anche sugli abiti, nei gesti e sugli oggetti che compongono quella storia che, in fondo, è la storia di tutti noi, dei nostri nonni e dei nostri avi. Con la delicatezza del linguaggio di Cicconi Massi, anche in questo caso la fotografia diventa un mezzo per testimoniare e tramandare ciò che si muove accanto e dentro di noi; per usare le parole dell’autore: “Non fanno che ripetere che sono rimasti pochi, che in giro non c’è più nessuno e che una volta la vita era diversa […] sono gli ultimi contadini e sono la nostra memoria”.
The previously unreleased project by Lorenzo Cicconi Massi titled “Gli Ultimi Contadini” draws inspiration from the Marche region, where Lorenzo operates. However, it has the perspective of becoming a broader work capable of documenting the last territorial resilience that binds a tradition and a memory currently undergoing significant epochal change: the relationship between humans and rural territory. When these last figures of farmers disappear, the cultivation methods and tools passed down through generations will no longer exist, fundamentally altering the perception of the rural and agricultural landscape around us, as well as the subjects involved. It’s a symbiosis of Man/Landscape that the author seeks to capture in the last faint breath of its existence, before its definitive disappearance from our anthropological and environmental panorama. The added value of the portraits found in Lorenzo Cicconi Massi’s poetic black and white photography compels us to linger on the clothing, gestures, and objects that compose the story which, ultimately, is the story of all of us, our grandparents, and our ancestors. With the delicacy of Cicconi Massi’s language, photography becomes a means to witness and pass on what moves alongside and within us; to use the author’s words: “They keep repeating that there are only a few left, that there’s no one around anymore, and that life was different once… they are the last farmers and they are our memory”.
Convento dei Cappuccini, Via Aldo Moro, 45 - Otranto
EDIZIONE 2024
Lorenzo Cicconi Massi
Dal 2000 è uno dei fotografi dell’agenzia Contrasto, ed esordisce al cinema nel 2003 come sceneggiatore e regista. Negli anni è premiato, tra le numerose prestigiose occasioni, al World Press Photo e vince il premio GRIN Amilcare Ponchielli; espone inoltre a Paris Photo e a Palazzo Montecitorio su invito della Presidenza della Camera. Nel 2017 gli viene conferito il premio “Scanno dei fotografi”. Nel 2021 la FIAF gli attribuisce l’onorificenza MFI, maestro della fotografia italiana.
Dal 2000 è uno dei fotografi dell’agenzia Contrasto, ed esordisce al cinema nel 2003 come sceneggiatore e regista. Negli anni è premiato, tra le numerose prestigiose occasioni, al World Press Photo e vince il premio GRIN Amilcare Ponchielli; espone inoltre a Paris Photo e a Palazzo Montecitorio su invito della Presidenza della Camera. Nel 2017 gli viene conferito il premio “Scanno dei fotografi”. Nel 2021 la FIAF gli attribuisce l’onorificenza MFI, maestro della fotografia italiana.